mercoledì 8 febbraio 2012

Potrebbe essere Odisseo

 

DEREK WALCOTT

UVE DI MARE

Quella vela che s’appoggia alla luce,
stanca delle isole,

una goletta che percorre i Caraibi

verso casa, potrebbe essere Odisseo,
diretto a casa sull’Egeo;

quella brama di marito

e padre, sotto acini aspri e raggrinziti,
è come l’adultero che sente il nome di Nausicaa

in ogni grido di gabbiano.

Questo non porta pace a nessuno. L’antica guerra
fra ossessione e responsabilità

non finirà mai ed è stata la stessa

per il navigante o per chi è a terra
e ora calza i sandali per incamminarsi verso casa,

da che Troia emise la sua ultima fiamma,

e il masso del gigante cieco sollevò la marea
dalla cui onda lunga i grandi esametri arrivano

alle conclusioni della risacca esausta.

I classici consolano. Ma non abbastanza.

(da Uve di mare, 1976 – Traduzione di Matteo Campagnoli)

.

Siamo tutti Odisseo: i nostri giorni sono come quelli dell’eroe greco. Ci comportiamo allo stesso modo, navigando per le secche e per i mari aperti della vita, nelle bonacce e nelle tempeste. Siamo chi più chi meno e di volta in volta adulteri, esploratori, coraggiosi, titubanti, astuti, ammaliati… proprio come Odisseo. È quello che ci dice anche il Premio Nobel 1992 Derek Walcott (Castries, 1930): ne è intimamente convinto, tanto da avere disegnato altre figure di questo navigante sulla goletta, soprattutto nel poema Omeros, dove trasporta l’eroe omerico dai mari greci a quelli caraibici. Siamo tutti Odisseo, dunque, e l’eterna guerra del vivere ci segue…

.

DIPINTO DEL BRIGANTINO MERCATOR © GEORGES JANSOONE

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LA FRASE DEL GIORNO
L’arte è la nostalgia della storia.
DEREK WALCOTT

2 commenti:

Vania ha detto...

...per forza...la vita è un "viaggio".

ciaooo Vania

DR ha detto...

già...

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