venerdì 23 ottobre 2015

Riluttante leopardo

 

DEREK WALCOTTWalcott

PRELUDIO

Io, con le gambe incrociate alla luce del giorno, guardo
i pugni variegati di nuvole che si raccolgono sopra
gli sgraziati lineamenti di questa mia isola prona.

Intanto i piroscafi che dividono orizzonti dichiarano
noi perduti;
trovati solo
in opuscoli turistici, dietro ardenti binocoli;
trovati nel riflesso blu di occhi
che hanno conosciuto metropoli e ci credono felici, qui.

Il tempo striscia sui pazienti che da troppo sono pazienti,
così io, che ho fatto una scelta,
scopro che la mia fanciullezza se n’è andata.

E la mia vita, troppo presto, certo, per la profonda sigaretta,
la maniglia girata, il coltello che rigira
nelle viscere delle ore, non deve essere resa pubblica
finché non ho imparato a soffrire
in accurati giambi.

Vado, certo, attraverso tutti gli atti isolati,
faccio di situazioni una vacanza,
mi aggiusto la cravatta e fisso mascelle importanti,
e noto le vive immagini
di carne che passeggiano per l’occhio.

Finché da tutto mi allontano per pensare come,
nel mezzo del cammin della mia vita,
oh come giunsi a incontrare te, mio
riluttante leopardo dai lenti occhi.

(Prelude, da 25 Poems, 1948 – Traduzione di Barbara Bianchi)

.

Il premio Nobel antillano Derek Walcott (Saint Lucia, 1930) fu un poeta precoce: pubblicò la sua prima poesia a 14 anni e la sua prima raccolta, 25 Poems, pagata da sua madre, a 18 anni: è da questa plaquette che sono tratti i versi proposti, dai quali traspare già l’aura metafisica che caratterizzerà la sua poetica, un visionario realismo che lo avvicina a Dante – non a caso citato dallo stesso Walcott – e, per sua ammissione, a Eliot, a Auden, a Dylan Thomas.

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Derek Walcott

DIPINTO DI DEREK WALCOTT

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LA FRASE DEL GIORNO
I versi che amo sono quelli dove ho lasciato tutti i nodi.
DEREK WALCOTT

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