sabato 13 maggio 2017

Carne di luna

 

ANISE KOLTZ

«ÜBER ALLEN GIPFELN IST RUH»

La luna si interra
fino agli occhi
è a mala pena visibile

voglio farle la posta
scuoiare il suo ventre bianco
e cucinarla

la sua carne ha il sapore
del pesce di mare

(da Il circo del sole, 1966)

 

“Über allen Gipfeln Ist Ruh”: su ogni cima, è pace. È l’incipit del Canto notturno del viandante di Johann Wolfgang Goethe musicato da Franz Schubert a fare da titolo e da chiave di lettura di questi versi della poetessa lussemburghese Anise Koltz (Eich, 1928). In realtà di pace ce n’è poca, visto l’intento quasi cannibalesco di catturare la luna come un animaletto, cucinarla e mangiarla. Ma è la cifra della Koltz: la dimensione simbolica del mondo interiore, dove tutto è possibile, anche sognare una realtà che non esiste ancora o che non esisterà mai.

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Rising Moon Painting by Megan Aroon Duncanson; Rising Moon Art Print for sale

MEGAN AROON DUNCANSON, “LUNA SORGENTE”

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LA FRASE DEL GIORNO
Niente è più oscuro e misterioso della chiarezza.
ANISE KOLTZ, Sonnambula del giorno

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