venerdì 28 luglio 2017

Centenario di Gloria Fuertes


La poetessa spagnola Gloria Fuentes nasceva nel barrio madrileno di Lavapiés il 28 luglio 1917. Autrice anche di storie e poesie per l’infanzia, si fece conoscere come esponente della Generazione del ‘50, caratterizzata dai temi di denuncia morale e preoccupazione umanitaria: solitudine, ingiustizia sociale, dolore, rivendicazione del ruolo femminile, difesa dell’ambiente, nei suoi versi dallo stile piano e ricco di giochi verbali si alternano con le riflessioni sulla vita, su Dio, sull’amore e sul disamore. Gloria Fuentes, definita dal Nobel Camilo José Cela “una delle più solide voci della poesia spagnola di tutti i tempi”,  morì a Madrid nel 1998.

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Fuertes

FOTOGRAFIA © FUNDACIÓN GLORIA FUERTES

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AUTOEUTANASIA SENTIMENTALE

Mi sono tolta di mezzo
per non disturbare,
per non gridare
più versi lamentosi.
Ho passato molti giorni senza scrivere,
senza vederti,
senza mangiare altro che pianto.

(da Opere incomplete, 1975)

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NELLE NOTTI CHIARE

Nelle notti chiare,
risolvo il problema della solitudine dell’essere.
Invito la luna e con la mia ombra siamo in tre.

(da Storia di Gloria, amore, umore e disamore,  1980)

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ISOLA IGNORATA

Sono come l’isola ignorata
che palpita cullata da alberi succosi
al centro di un mare
che non mi comprende,
circondata dal nulla,
— sola soletta —.
Ci sono uccelli splendenti nella mia isola,
e dipinte da angeli pittori
ci sono fiere che mi guardano dolcemente,
e fiori velenosi.
Ci sono ruscelli poeti
e voci interiori
di vulcani addormentati.
C’è forse anche un tesoro
nella sua parte più interna.
Chissà se ho
diamanti nella mia montagna,
o soltanto un piccolo
pezzo di carbone!
Gli alberi del bosco della mia isola,
siete voi miei versi.
Come suonate bene a volte
quando il vento musicale
vi sfiora quando viene il mare che mi circonda!
Se qualcuno giunge a quest’isola che sono,
che incontri qualcosa è il mio desiderio;
— sorgenti di versi incendiati
e cascate di pace io ho —.
Un nome che mi risale l’anima
e non vuole che pianga i miei segreti;
e sono terra felice — ho l’arte
di essere felice e povera allo stesso tempo —.
Per me è un piacere essere ignorata,
isola ignorata nell’oceano eterno.
Al centro del mondo senza un libro
so tutto, perché venne un messaggero
e mi lasciò una croce per la vita
— per la morte mi lasciò un mistero.

(da Isola ignorata, 1950)

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Altre poesie di Gloria Fuertes sul Canto delle Sirene:

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LA FRASE DEL GIORNO
Non dimenticare che il poeta in ogni cellula ha un cuore.
GLORIA FUERTES, Glorierie

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