sabato 15 luglio 2017

Liu Xiaobo


Liu Xiaobo, scrittore e critico letterario, dissidente cinese e Premio Nobel per la Pace 2010 in absentia, è morto il 13 luglio all’ospedale di Shenyang, dove era stato trasferito dal carcere alla fine di giugno per l’aggravarsi di un cancro al fegato. Era nato a Changchun, nel nord della Cina, il 28 dicembre 1955, ma aveva vissuto nella Mongolia interna. Cristiano e neoliberista, compì gli studi all’estero, arrivando a lavorare alla Columbia University, che abbandonò nel maggio 1989 per divenire uno dei protagonisti della rivoluzione di Piazza Tienanmen. Considerato un “nemico dello stato”, entrò ed uscì di prigione e dai campi di lavori forzati per anni fino all’arresto definitivo dell’8 dicembre 2008. La moglie Liu Xia, anch’ella poetessa, gli è stata vicina in tutte le battaglie. Rimarranno emblematiche, come un silenzio assordante,  le sedie vuote di Liu Xiaobo e Liu Xiao alla consegna del Premio Nobel a Oslo.

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Veteran Chinese pro-democracy activist Liu Xiaobo makes a point during a March 1995 file photo. Liu, one of China's best known dissidents, has been formally arrested on suspicion of inciting subversion, following his detention late last year for promoting a petition calling for an end to one-party rule.  REUTERS/Will Burgess/Files (CHINA POLITICS IMAGES OF THE DAY) - RTR24YTA

FOTOGRAFIA © SCANPIX

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UNA LETTERA MI BASTA

per Xia

Una lettera mi basta
per andare oltre e
trovarmi a parlare con te
proprio come il vento che attraversa
la notte
e usa il suo sangue
per scrivere un verso segreto
che mi ricorda che ogni parola
è l’ultima
il ghiaccio che hai nel corpo
si scioglie in una leggenda di fuoco
negli occhi del carnefice
l’ira diventa pietra
due file di sbarre di ferro
inaspettatamente si sovrappongono
falene sbattono forte le ali verso
la luce della lampada, segno incessante
che disegna la tua ombra

8. 1. 2000

(Traduzione di Maria Cristina Donda sulla versione inglese di Jeffrey Yang)

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GIGLI NELLA NOTTE DEL 4 GIUGNO

Diciassettesimo anniversario
Pechino. A casa mia. 24 maggio 2006

Sono passati diciassette anni
ed ecco ancora un altro 4 giugno
e un'altra spaventosa notte che discende nera.

La vita di un anno
viva vita vissuta
diventa tutt'a un tratto foglia secca
che penzola agli albori del sole rinascente.

Grato sono a Liu Xia, mia moglie,
che ogni anno il 4 giugno
torna a casa portando un mazzo di gigli bianchi.
Era quest'anno di diciassette steli.

I gigli nel cuore della notte nera
maculano i campi delle anime morte.
Splendente bianchezza dei fiori
splendente sbocciare dei petali
splendente verdeggiare delle foglie
splendente fragranza lieve.
Sono offerte di ricordo e pentimento.

La morte non può serrare gli occhi
al solo vivo bianco splendente bagliore
che perfora l'annerita coscienza della nazione.

I gigli imprigionati nella tenebra
sono la luce delle anime morte.
Schiudo l'animo mio
per guardare l'arrivo delle loro madri
per guardare nel Victoria Park-
per guardare in tutti gli angoli del mondo
ove sfavillano candele per le anime morte.

Mentre la libertà svanisce
i gigli calati nella tenebra
sono come un colloquio fra il Tempo e le anime defunte.
Il lucore delle fiammelle ardenti per le preghiere ai morti
abbaglia avvampa estingue il Vuoto che ho di fronte.

Mimiche irrigidite
sotto polvere che soffoca e annienta anche il suono dei canti.
Occhi sbocciano ancora quasi fossero fiori
per offrire la faccia a una carezza devastante.
Ci vuole proprio una durevole tenacia
un intelletto che non ceda un passo
così che per le terre desolate
s'aprano ovunque i dorati girasoli
d'un frenetico Van Gogh.
Van Gogh che semina nel sole
Van Gogh che usa colori volteggianti da riempire orecchi
Il Van Gogh trionfatore che è passato per Inferno e Paradiso.

Un maligno risveglio
avvelena di disperazione ogni singolo momento
intriso nella notte fonda.
I gigli sbocciano con pallido chiarore
fiori caduti della silente primavera
mi traggono dal mezzo di una voragine abissale.

(da Elegie per il 4 giugno, 2012 - Traduzione di Francesco Palmieri)

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LA FRASE DEL GIORNO
Il tuo amore sono raggi di sole che passano attraverso le mura e le sbarre del carcere, accarezzano la mia pelle, scaldano ogni mia cellula, mi aiutano a mantenere la calma, la pace, così che ogni minuto in prigione possa essere pieno di significato
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LIU XIAOBO

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